La città del futuro 

Una delle principali mega-tendenze del nostro tempo è rappresentata dalla concentrazione di persone in continua crescita nelle città. L'urbanizzazione potrà offrire nuove opportunità per una migliore gestione del movimento delle persone, se saremo in grado di sviluppare nuove idee, afferma Anthony Shorris dell'Università di New York.

Nel 2008, la popolazione mondiale ha raggiunto un nuovo livello record. Per la prima volta nella storia, si registra un numero eguale di persone che abitano in centri urbani e di persone che vivono in comunità rurali. In effetti, le statistiche raccolte dalle Nazioni Unite indicano che circa tre miliardi di persone oggi vivono nelle aree urbane e che questo numero salirà a cinque miliardi di qui al 2030 secondo le previsioni.

Mentre un tempo le famiglie rurali continuavano generazione dopo generazione, ad abitare nelle campagne o nelle aree decentrate, i drastici mutamenti intervenuti nella capacità di reddito delle famiglie contemporanee hanno progressivamente trasformato gli agricoltori di ieri nei sofisticati cittadini di oggi. Pur essendo naturale presumere che l'urbanizzazione e il previsto super boom delle popolazioni nei centri urbani sia per ora un fenomeno più prevalente nelle società orientali (si pensi a Cina e India), le implicazioni di una progressiva anche se lenta crescita dell'urbanizzazione interessano in varia misura tutti i centri urbani a livello mondiale.

Questo significa che un crescente numero di persone si assembrano in spazi sempre più ristretti. E grazie ad Internet, ai telefoni cellulari e alla rete globale di aeroporti, spostarsi da un luogo all'altro oggi è più semplice e veloce che mai. A fronte della progressiva concorrenza messa in atto dalle imprese del settore privato per attirare la massa sempre più mobile del capitale intellettuale, anche le città si sono messe in competizione tra loro, giacché a un numero più elevato di residenti corrispondono maggiori introiti per lo sviluppo delle città. La partecipazione a questa sorta di concorso globale inteso a decretare la città migliore nel mondo ha numerose e importanti implicazioni.

Fondamentalmente, il progressivo addensamento delle popolazioni in aree urbane ad alta concentrazione evidenzia l'importanza di consentire un efficiente spostamento delle persone. Cresce infatti il numero di persone che deve spostarsi in uno stesso spazio nello stesso momento e contestualmente aumenta l'esigenza di far sì che questo avvenga con il minimo impatto possibile sull'ambiente.

Persone in movimento

Secondo altre statistiche ricavate dalle UN World Urbanization Prospects, le proiezioni sull'urbanizzazione effettuate dalle Nazioni Unite, il numero delle mega città che contano oltre dieci milioni di abitanti è passato da due nel 1950 a dieci nel 1990 e si prevede che questo numero salirà a 21 entro il 2010. Le città sono in continua crescita e le nostre scelte di oggi influenzeranno il loro sviluppo per molto tempo in futuro.

"Per letteralmente miliardi di persone l'agglomerazione nei centri urbani rappresenta la speranza e la via di fuga dall'opprimente povertà rurale," afferma Anthony Shorris, pianificatore dei trasporti e professore presso l'Università di New York.
"Le opportunità offerte per mettere in contatto anche le masse più povere con l'economia globale sono enormi, ma al tempo stesso molto pericolose, poiché queste nuove concentrazioni danno origine anche a nuovi modi di potenziale sfruttamento delle stesse."

Prima di diventare accademico, Shorris ha lavorato come direttore esecutivo della New York and New Jersey Port Authority, l'ente responsabile di una vasta rete di aeroporti, porti, ponti e tunnel che collegano il centro finanziario della città di New York ai centri industriali e commerciali del vicino stato del New Jersey. La Port Authority, che nel 2009 ha registrato un budget operativo di 6,7 miliardi di dollari US (5,0 miliardi di euro), gestisce anche i treni pendolari della PATH e il complesso del World Trade Center.
Secondo il pensiero di Shorris, non è guardando a come le società occidentali hanno gestito la pianificazione urbana che avremo le migliori risposte alle nostre domande su come migliorare le nostre città.

Con l'incremento della densità di traffico nei centri urbani si renderà necessario adottare nuovi approcci al movimento delle persone (e delle merci) e conseguentemente rivedere la concezione degli attuali sistemi di trasporto urbano. La semplice applicazione dei modelli occidentali alla gestione delle sempre più concentrate aree urbane può avere conseguenze disastrose, come possiamo vedere nel caos del traffico di Bangkok o nel crescente livello di inquinamento delle città in espansione cinesi. Non serve a nulla ignorare i fallimenti dei modelli occidentali nei nostri agglomerati urbani; occorre invece sviluppare nuovi modelli."

Non dovrebbe quindi sorprendere l'affermazione del professore secondo cui dovremmo cominciare a lasciar da parte le nostre auto per tornare a muoverci a piedi, così come la sua idea di sviluppare in altezza e non di espandere in orizzontale le città. "Occorre definire politiche di sfruttamento del territorio per incoraggiare un'agglomerazione intelligente anziché uno sviluppo urbano incontrollato e per promuovere l'uso dello spostamento a piedi o tramite mezzi di trasporto pubblici a basso costo anziché l'uso massiccio delle autovetture," aggiunge il Professore.

Cosa c'entriamo noi con questo?

Sebbene la pianificazione urbana rientri tra i compiti e le iniziative del settore pubblico, anche il settore privato ha un ruolo importante da svolgere, se rivolto nella giusta direzione, dichiara Shorris.

"Non si può dare per scontato che le imprese private che operano nel settore dell'edilizia si allontanino dai vecchi modelli più redditizi e meno costosi, anche se tecnicamente obsoleti, per orientarsi verso nuovi (e magari meno redditizi) modelli senza la guida e il supporto del settore pubblico tramite regolamenti o incentivazioni. Tuttavia, ferma restando l'importanza del contributo pubblico, non vi è nulla che possa sostituire la creatività delle imprese private per far fronte alle nuove sfide."

Per Shorris, molte delle risposte ai nostri interrogativi su come dovrebbero svilupparsi le città del futuro potrebbero essere ottenute dall'osservazione degli esempi migliori tra i sistemi economici appartenenti a nazioni e culture diverse. "I modelli basati sul "laissez-faire" hanno fallito nel mondo occidentale quasi quanto i modelli comunisti hanno fallito in Oriente. Abbiamo bisogno di approcci più ponderati per realizzare l'idea di una società più giusta."

Resta il fatto che, fondamentalmente, le città sono i luoghi che offrono le migliori opportunità per il contemporaneo residente urbano. Sta a tutti noi garantire che le città continuino a prosperare in maniera corretta. "Le città sono e saranno sempre associate all'offerta di maggiori opportunità e accessibilità a persone, idee e libertà" afferma Shorris.

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